Indietro

          TOSCANA
            SUB

DIVING HOLIDAYS
Attivit
à di immersione subacquea in tutto il mondo           

 

TRUK LAGOON – LA NUMERO UNO TRA LE IMMERSIONI CON RELITTO!

Traduzione a cura di Antonella Cosi 

 

     NIENTE PROBLEMI - NIENTE PREOCCUPAZIONI - NIENTE FRETTA      

 

Galleria Fotografica                  

FUJIKAWA MARU  

HEIAN MARU  

SHINKOKU MARU

 KYOZUMI MARU  

KANSHO MARU  

IL BOMBARDIERE "BETTY"

FUMAZUKI MARU  

YAMAGIRI MARU

NIPPO MARU  

SAN FRANCISCO MARU  

" EMILY" LA BARCA VOLANTE

AIKOKU MARU  

LA NAVE ANTISOMMERGIBILE

SANKISAN MARU  

Sul finire di un umido venerdì di Giugno, l’ultima cosa che mi aspettavo quando il telefono squillò era la mia partner Lorrie che mi chiedeva se volessi andare a Truk per due settimane,  partendo in meno di dieci giorni!  Uno sguardo alle strade di Edimburgo bagnate dalla pioggia bastò per farmi prendere una decisione. L’unica cosa da fare era svuotare i conti della building society e della banca per prenotare. Sono già stato lì ed ho già sperimentato e apprezzato - ho organizzato alcuni viaggi per i clienti – contattatemi presso l’agenzia di viaggi sub Toscana Sub

 

Dopo aver frugato tra i vecchi numeri di Diver, ho trovato degli eccellenti articoli su Truk nel numero di Dicembre del 1991 e in quello di Gennaio del 1992, scritti da Roy Smallpage (a proposito, da allora ho perso la copia del Gennaio 1992 e sarei grato a chiunque possa spedirmene una copia, in caso ne avesse due). Questi articoli, con la guida alla Micronesia Lonely Planet e le informazioni fornite da Chris Warrington del Distant Horizons si sono rivelati preziosi sia per la pianificazione della vacanza, sia per le informazioni utili prima dell’immersione e ricognizione del relitto, almeno fino a che non ho trovato "Hailstorm over Truk Lagoon" di Klaus Lindemann (Pacific Press Pubblications- ISBN 981-00-2968-3) nel Continental Hotel a Truk.

La mia visita successiva fu a Doug McEwan dell’Edinburgh Dive Centre per comprare una Motormarine II nuova fiammante per avere un ricordo dell’immersione. Andare a Truk senza una macchina fotografica sarebbe da pazzi!

 

Truk o CHU'UK, come è conosciuta, è uno degli atolli dello Stato Federale della Micronesia e si trova a circa 1000 miglia Nord Est di Papua Nuova Guinea. È un insieme di isole vulcaniche che circondano una laguna ampia 40 miglia circa. La storia di Truk è nota, la parte più importante per un sub sono gli eventi accaduti il 17 Febbraio (o 16, Febbraio secondo le fonti Americane, visto che non cambiavano la data quando attraversavano la Linea di Cambiamento di data) quando il Task Group 50 attaccò Truk ed affondò circa 60 tra mercantili armati e piccoli navigli, oltre a distruggere più di 250 apparecchi. Fortunatamente per la flotta Giapponese, le navi da guerra principali, la nave ammiraglia  MUSASHI, la NAGATO, YAMATO, la FUSO, portaerei e incrociatori avevano già lasciato Truk per rifugiarsi altrove. Per oltre due giorni gli aerei Americani bombardarono, mitragliarono e silurarono le navi e le difese di Truk, fino a che questa non cessò di essere una minaccia militare. Ciò che rimane di questa incursione aerea, relitti di navi e aerei, giacciono sul fondo della laguna come memoriale di quel disastroso attacco durato due giorni.

 

Arrivare a Truk è relativamente facile e l’alloggio può variare. Noi abbiamo volato da Londra a Bangkok e a Guam con THAI INTERNATIONAL. Il volo è stato eccellente, con cibo e bevande in abbondanza, l’unico problema è stato la riconferma della prenotazione del viaggio di ritorno, che non era stata inviata e ci siamo ritrovati esclusi da un volo al completo nella tratta di ritorno. Il giorno da trascorrere a Bangkok durante il viaggio di ritorno lo abbiamo passato a trattare con il personale della Thai International all’aeroporto, fino a che dal volo "completo" improvvisamente saltarono fuori due posti liberi. Raccomanderei di avere una conferma scritta della riconferma del viaggio di ritorno, poiché il personale di Guam sostiene di non poter riconfermare i voli, perchè i loro computer non si collegano a Bangkok. Questo non spiega la loro incapacità di riconfermare i voli da Guam a Bangkok però!

Il viaggio d’andata a TRUK è con la Continental Air Micronesia "Air Mike" che continua a Pohnpei, Kosrae ed a Honolulu.

 

All’aeroporto di Guam ci sono telefoni per chiamare gratuitamente gli alberghi locali, per organizzare il viaggio con la navetta gratuita o per prenotare un pernottamento. Noi abbiamo alloggiato al Mai Anna, un motel simile ad una pensione a circa 15 minuti dall’aeroporto. Mentre non è necessario, per chi possiede un passaporto britannico, ottenere un visto americano per Guam, il personale Thai Airways deliberò per 30 minuti prima di lasciarci imbarcare sul volo per Guam, nonostante Lorrie avesse un visto americano sul suo passaporto. A Guam, l’ufficio immigrazione risulterà familiare a chiunque avesse viaggiato negli Stati Uniti, non fa differenza avere un visto, bisogna comunque riempire moduli con cui si promette di non aver intenzione di fondare un partito comunista o di importare cavoli! Da quello che dicono i residenti di Guam incontrati a Truk, varrebbe la pena fare immersioni a Guam, se riuscite ad organizzare una lunga pausa di passaggio durante il tragitto per Truk. Fare immersioni a Pohnpei e Kosrae ci è stato altrettanto raccomandato, così come molti locali "island hop", sparsi per la Micronesia, ideali per vacanze con immersioni.

 

L’alloggio a Truk varia dallo stile essenziale del Christopher Inn (nostra scelta) al Truk Continental Hotel (caro) alle due barche per soggiorno in barca; IL TRUK AGGRESSOR and la SS THORFINN che sono perennemente agli ormeggi nella laguna. Il Christopher è un supermercato dall’altra parte della strada dell’aeroporto, con camere al piano di sopra e due ristoranti. Le stanze sono essenziali, con l’aria condizionata che emette un rumore di ferraglia, frigo e doccia. Sono puliti quanto ci si può aspettare nei tropici, l’occasionale scarafaggio, gatto o topo vi capiteranno tra i piedi. Il ristorante al piano di sopra offre piatti di pesce, carne e riso da $2 - $5 ma serve soltanto bevande analcoliche. Il ristorante al pianterreno serve colazioni e anche  pranzo al sacco per $2 - $3 che potrete portarvi sulla nave. Yumi's cafe, a due minuti dal Christopher, è il bar-tavola calda locale, serve birra fredda e cibo simile a quello del Christopher, ma può essere un pò chiassoso e spesso ha un televisore sintonizzato su MTV, un’altro sulle partite di Football Americano, una sessione di Karaoke nell’angolo e la musica country a tutto volume- dopo qualche birra vi sembrerà normale! Il Ristorante Takarajima, di fianco al Continental, serve prevalentemente cibo Giapponese per $5 - $10 e la cucina continentale costa intorno ai $10 - $15.

La popolazione locale passa molto della sua giornata guidando su e giù l’unica strada dell’isola. Un pickup vi porterà al Continental per circa $1. I Taxi si possono individuare da un pezzo di cartone sul cruscotto con la scritta "TAXI" scarabocchiata sopra. Tutte le macchine tendono a fermarsi intorno alle 5 di pomeriggio e l’unico modo di ritornare dal Continental è farsi venire a prendere da uno del dive shop team.

Nel complesso, Truk non è una destinazione ideale per chi non pratica immersioni, a meno che non si alloggi al Continental. Un altro aspetto da tenere a mente è che si trova in un’area tropicale, quindi aspettatevi 2 ore di pioggia al giorno, intendo PIOGGIA VERA, non la pioggerellina Inglese!

 

Abbiamo prenotato un pacchetto di dieci immersioni con Blue Lagoon Dive Shop attraverso Distant Horizons ed abbiamo aggiunto altre dieci immersioni, più due immersioni notturne da quelle parti: $65 al giorno per due immersioni, $40 dollari per un’immersione notturna. Ogni giorno un pickup veniva a prenderci alle 8 di mattina, ci portava alla barca e alle 9 - 9:30 circa stavamo esplorando il relitto. Dopo la prima immersione, potrete avere un respiratore a tubo su un relitto più superficiale, come i caccia Zero o il cacciatorpediniere Suzuki, a 3 - 5 metri, seguito da pranzo al sacco su Etan Island, sulla quale si trovano gli edifici sede del controllo dei voli, bombardati, adesso casa di diverse famiglie e il loro bestiame. Nel pomeriggio – all’1:00 circa, potrete fare la seconda immersione e ritornare al vostro alloggio per le 2:30 o le 3:00. Non c’è molto da fare a Truk di pomeriggio, perciò portatevi libri in abbondanza!

Blue Lagoon Dive Shop è stata fondata da Kimiuo Aisek ed è gestita da suo figlio Gradvin, mentre la guida è suo figlio Doone. Nelle immersioni, mostrano un atteggiamento noncurante, ci hanno fatto immergere a 55 metri senza neanche accertarsi che fossimo qualificati per farlo ed ho conosciuto un sub il cui fratello conseguì una certificazione con un corso di cinque giorni in Georgia, andò a Truk, dove fu portato nella sala macchine, a 30 metri di profondità, durante la sua prima immersione, andò nel panico, si fece riportare in superficie e giurò di non immergersi mai più. Le barche sono piccole e veloci e ben si adattano allo scopo, con una piccola cabina che protegge dal sole e dalla pioggia. Doone, che conosce tutti i luoghi di transito e i posti più belli dei relitti, si rivelò una guida eccellente. Il suo repertorio di rumori, di spari ed esplosioni, accompagnato dall’imitazione a gesti di mitragliatrici e cariche che esplodono, era esibito ad ogni occasione. Un’abitudine più preoccupante era la sua tendenza a sfasciare vere granate sul ponte per poi cominciare a picchiare la bottiglia di riserva sulle mine della San Francisco Maru a 45 metri, dopo averle indicate e gridando "boom". Fortunatamente le spolette non erano montate! Inoltre lui ha anche un repertorio nacosto di teschi e delizie in serbo per voi. Aspetterà che vi troviate in un angolo buio e melmoso all’interno di un relitto prima di infilarne uno nel raggio di luce della vostra torcia!

 

Questa è una descrizione sommaria di Truk. Credo che qualunque sub, per la ricognizioni di relitti e non, si lascerà ammaliare dalle immersioni. I coralli hanno trasformato i relitti in giardini pieni di oggetti della vita di tutti i giorni e di resti di oggetti di ottone! Non dimenticherò mai il senso di pace e solitudine nelle immersioni più in profondità, dove il blu conferiva al relitto un’aspetto di un altro mondo, mentre si stagliavano nei 50 metri di visibilità.

 

 

Questa è una guida ai relitti esplorati, la lista non segue un ordine in particolare

 

FUJIKAWA MARU

 

Questa è la prima immersione da fare a Truk, è facile da trovare visto che la punta dell’albero maestro emerge ancora dalla superficie. Durante la discesa verso il cannone di prua, a 13 metri, vedrete il resto della nave apparire. Coperta di corallo su tutta la sua superficie, i lati della nave apparivano come muri di corallo, da esplorare con una immersione a sé. Il primo cannone da 6" aveva la targa di ottone della marca lucidata da ogni sub che l’ha esplorata e c’è una scatola di munizioni di fianco, Doone ovviamente prese una granata e la scagliò sul ponte con un bagliore sinistro negli occhi, urlando "boom". Con questo iniziò la guida di Doone a tutto ciò che fa "boom", "da da da", "tak tak tak" e "wooooo". Vale la pena visitare il castello di prua, la luce filtrava attraverso l’enorme bocca da cui usciva la catena, e luccicava talmente da rendere la luce della torcia superflua. La prima stiva conteneva dei caccia Zero tutti interi, si poteva entrare nell’abitacolo per la foto di rito. C’erano anche delle granate, siluri, mitra, eliche ed ali di riserva. La fermata successiva fu la stiva numero due che aveva la fusoliera di un caccia Zero tutta intera, con l’opportunità di sedercisi dentro, molto più spaziosa per un sub provvisto di equipaggiamento. C’erano mucchi di pallottole e maschere antigas ammucchiate nella stiva. La terza stiva non conteneva cose di interesse particolare. Il ponte di comando costituiva la parte centrale del relitto, la superficie del ponte era marcia, questo rendeva l’accesso all’interno più facile, i ponti sottostanti contenevano le cambuse in condizioni perfette ed esplorare le cabine può durare un’intera immersione. Contando anche l’immersione notturna, abbiamo fatto 4 immersioni, e c’era ancora tanto da vedere. La sala macchine era accessibile attraverso un lucernario ed era intatta, le enormi bombole ricoperte da fine limo e la stanza rassomigliava ad una cattedrale. Su un lato c’era l’officina per le macchine con tornii e attrezzi azionati dalle cinghie attraverso una leva di comando vicina al soffitto, con le cinghie ormai putrefatte. Il soffitto era una pozza d’olio piena di bolle in cui ci si specchiava e poteva rovinare i capelli se non ci si faceva attenzione.

Uscendo dalla sala macchine e continuando verso la poppa, in un’altra stiva c’erano una partita di bottiglie e un compressore, contenenti CO2, il punto centrale di controllo degli incendi che  pompava il CO2 verso i punti dove si trovavano gli estintori sulla nave. La stiva a poppa conteneva piatti, bottiglie e provviste della cambusa, dove vale la pena frugare. Continuando nella stiva di poppa, la torretta era ampia ed interessante e il cannone era simile a quello della prua. La profondità massima delle stive e della sala macchine era di 32 metri. Il relitto toglie il fiato ed è un buon inizio per le immersioni a Truk.

 

LA HEIAN MARU

 

Adagiata sul lato a babordo a 34 metri, il lato a dritta si trova a 11 metri ed il nome è leggibile in lettere in rilievo alte quasi un metro in Giapponese ed in Inglese, mantenute sempre ben lucidate, una sfida per i fotografi, poiché la visibilità è bassa in acque poco profonde. Altri sub hanno estratto diversi oggetti e li hanno esposti di lato come soggetti per una foto. Una teiera con il servizio completo sono molto popolari. La prima stiva conteneva diversi siluri sottomarini, i condotti per la pressione erano tutti danneggiati, ma tutti facilmente riconoscibili, c’erano anche due periscopi e mucchi di stoviglie. Un oggetto interessante era un largo filtro di ceramica per l’acqua.

L’area del ponte di comando era molto aperta e sembravano esserci dei danni ingenti. Due larghe mine si trovano qui e persino Doone se ne è tenuto ben alla larga. Le stive a poppa erano immerse nell’oscurità, coperte di limo, con un sacco di stoviglie.

 

LA SHINKOKU MARU

 

Come la  Fujikawa, questa è una tappa obbligatoria. Una grossa nave cisterna della flotta, lunga oltre 500 piedi, si trova a 38 metri di profondità, che però misura 12 metri al cannone di prua. Raggiungendo il ponte di controllo, il telegrafo e il compasso erano ancora lì ed il ponte era cosparso di coralli multicolori. La stiva conteneva i tubi per il rifornimento ed una bicicletta. La cambusa conteneva una grossa stufa, alcune pentole ed utensili da cucina sparsi. In quest’area si trovavano due bagni, uno dei quali conteneva una tipica vasca da bagno doppia Giapponese. I water e gli orinatoi non erano coperti da flora o fauna marina e quindi facilmente riconoscibili. Continuando su per la sovrastruttura, c’era una sala operatoria, con bottiglie, strumenti e sterilizzatori.

Nuotando verso la stiva di poppa, la sala macchine merita di essere visitata, enorme e facilmente accessibile. La targhetta della marca viene mantenuta ben lucidata. C’era inoltre, un’ampia stanza che poteva contenere otto sub contemporaneamente. Era possibile uscire attraverso lo squarcio causato dal siluro e ritrovarsi sul lato degli alloggi di poppa. Quest’area era l’alloggio principale ed un passaggio lungo, fosco, profondo e melmoso conduceva a poppa su entrambi i lati. Anche nuotare lentamente riduceva velocemente la visibilità a zero e le cabine su entrambe i lati contenevano una selezione di effetti personali che emergevano dalla fanghiglia sul pavimento. Uscire da quest’area claustrofobica era stato un piacere, poiché l’immersione si era conclusa in un giardino di coralli morbidi e duri con pesci ed uno squalo estremamente nervoso che si era tenuto lontano dalla macchina fotografica. Questo relitto ritorna in vita durante la notte, qundo i coralli soffici si trasformano in un giardino di colori vivaci.

 

LA KYOZUMI MARU

 

La nave giace appoggiata sulla sua prua lungo 30 metri, il lato a dritta si trova solo a 12 metri di profondità. Il cargo giaceva sparso con un’elica di scorta e alcune biciclette. C’era un enorme siluro a tubo ed una centralina per il controllo degli incendi (Doone superò davvero se stesso nel mimare!) ed anche un mirino ad ampio raggio. L’area del ponte di comando è interessante e facilmente accessibile.

 

LA KANSHO MARU

 

Adagiata a 40 metri, la Kansho è intatta ma ha subìto danni considerevoli nell’area delle stive. Il ponte di comando è completo di telegrafo e compasso e passando attraverso il ponte putrefatto, ci si ritrova nella sala comando completa di equipaggiamento. Dietro si trovava una sala aperta con dei boccaporti che portavano in una cambusa ben conservata con stufa e suppellettili da cucina. Da qui si raggiunge la stiva a poppa e la spaziosa sala macchine piena di attrezzi e pezzi di riserva. Le stive contenevano biciclette e c’era qualche danno causato dalle bombe, la torretta della stiva era aperta e ci si poteva entrare per investigare i meccanismi che governavano la nave, prima di uscire attraverso una delle spaccature causate dalle bombe nella stiva.

 

IL BOMBARDIERE "BETTY"

 

La "Betty", o il bombardiere Mitsubishi G4M, si trova a 15 metri e costituisce un’interessante seconda immersione. A parte il danno al muso quasi interamente di vetro, l’aeroplano era in ottime condizioni, dopo essersi adagiata nel fondo del mare. Quando affondò, i motori continuarono ad andare, infatti si  rtrovano a 100 metri circa lontano dal relitto. Il relitto è facilmente accesibile attraverso il lato delle torrette dei cannoni "bubble" ed è simile ai Catalina con l’equipaggiamento radio sparso dappertutto.

 

LA FUMAZUKI MARU

 

Adagiata a 40 metri, misura 30 metri di profondità sul ponte di questo vecchio cacciatorpediniere. Il ponte di comando e la  sovrastruttura sono stati distrutti e quindi il suo aspetto appare schiacciato con i cannoni, con i lanciatori di siluri e di cariche di profondità sparsi sul ponte. Per qualche motivo su questo relitto c’era più pesce che in qualsiasi altro a Truk. Qulcuno ha raccolto piatti, bottiglie e binocoli disponendoli sul ponte per fare delle foto. Non so cosa ci sia di speciale in questo relitto, ma la combinazione di pesci e le armi lo hanno fatto diventare un classico delle immersioni con relitto.

 

LA YAMAGIRI MARU

 

Giace rivolta sulla prua a 35 metri, ma misura 15 metri sul lato a dritta. Entrando attraverso la spaccatura causata dal siluro si può uscire dal soffitto della stiva. La sovrastruttura era severamente danneggiata ed era difficile riuscire a identificarne le varie parti. Il ponte di comando era aperto ed il telegrafo ancora al suo posto. Attraverso uno stretto passaggio siamo entrati nella sala macchine, ma non vale la pena visitarla. L’attrazione principale della Yamagiri giaceva nella stiva a poppa: la nave trasportava gli esplosivi per le navi ammiraglie Yamato e Musashi. Queste bombe, lunghe un metro e con un raggio di 46.000 iarde, giacciono sul fondo della stiva a 32 metri. Nella stiva a poppa c’erano anche i resti di un rullo compressore, a malapena riconoscibile.

 

LA NIPPO MARU

 

La Nippo Maru ha un considerevole sbandamento a babordo, ma tutto sommato si trova in posizione eretta. Giace a 38 metri con una profondità di 37 metri nelle stive ed è in condizioni quasi intatte. Le correnti in questa zona rendono la visibilità migliore della media locale. La Nippo è un forziere di tesori! Un carrello, un serbatoio, 3 cannoni da campo, mine e granate, e questo solo nel carico del ponte!

Nella stiva di poppa, il cannone era malamente danneggiato, nella cabina c’erano leve per governare la nave ed accedere in una specie di lunga cabina che si snodava lungo il lato della nave, che appariva poco invitante. La stiva sul retro conteneva mucchi di cannoni e supporti con materiali per costruzioni e cavi. Sul ponte giacevano cannoni da campo, che sembra fosse il carico, ma c’erano sostegni saldati sul ponte, compatibili con la base dei cannoni, ciò indica che facevano parte degli armamenti della nave. Nella stiva successiva, c’erano vecchie radio e valvole, il resto della stiva era un ammasso di bottiglie, nonostante i danni di quest’area.

La sovrastruttura appariva completa, con il telegrafo al suo posto ed in ogni compartimento c’erano effetti personali come bottoni, pettini, bottiglie di inchiostro e pezzi di stoffa. La cambusa era stata riordinata da un altro sub e tutte le pentole erano perfettamente allineate sulla stufa con cucchiai e mestoli in ordine di grandezza. Sul ponte di comando, il cerchione d’ottone del timone pendeva ancora dal supporto, mentre del legno non era rimasto nulla.

Stiva 3, vuota davanti alla sovrastruttura, permetteva accesso a poppa nei bunkers. Le altre stive erano piene di stivali di gomma, bottiglie, di granate e di missili disposti in modo ben ordinato. Sul ponte c’è la famosa cisterna 95, com’era la norma, la canna del cannone era stata rimossa per facilitare il transito. Nella stiva successiva, si trovavano arnesi sparsi, maschere antigas, migliaia di suole di gomma per scarpe, mine antinave e larghi contenitori di acido. Sul ponte c’erano i resti di un camion, ben corroso. Vale la pena ripetere questa immersione, ma, poiché la stiva si trovava a 37 metri, c’era una penalità da pagare in decompressione, estendendo il tempo limite.

 

LA SAN FRANCISCO MARU

 

Per molti, l’immersione con la i maiuscola a Truk. Giace in posizione eretta a 60 metri, misura 46 metri al ponte e 55 metri alle stive. Sul primo ponte, c’erano 3 cisterne tipo 95, una a poppa e l’altra a prua. C’era un rullo compressore sul lato della prua ma, caduto da lì, giaceva sul fondo con un camion, mentre un altro camion si trovava sul ponte a dritta. Nella stiva c’erano i resti di due camion cisterna con ampi telai e radiatori. C’erano anche i resti di una limousine, che però non sono riuscito a vedere! Nella stiva successiva c’erano pile di mine fino al livello del ponte. Doone mimò "non toccate" con qualche "boom" e "woof" e poi cominciò a picchiarle con il cilindro di scorta, abbiamo riso come matti!. Il castello di prua aveva un cannone particolarmente interessante, ottimo soggetto per una foto. Il ponte di comando appariva aperto e vale la pena dare un’occhiata, ma a causa del poco tempo a disposizione lo guardai soltanto di sfuggita mentre mi recavo verso poppa in una stiva piena di camion. L’ultima stiva conteneva siluri e batterie. Il programma dell’immersione prevedeva 22 minuti di tempo massimo ed una pausa di decompressione di 18 minuti incredibilmente noiosa, guardando Doone emettere anelli d’aria verso la superficie. La San Francisco è un’immersione tranquilla, la luce è di un blu delicato e le correnti tengono la melma sul fondo.  

 

 

"EMILY" LA BARCA VOLANTE

 

Nonostante sia stata danneggiata in un’imboscata da parte di caccia americani, il pilota è riuscito a far atterrare questa enorme barca volante vicino ad Dublon Island. Adagiato a 15 metri di profondità, capovolto ed in tre pezzi, questo relitto costituisce un’interessante seconda immersione e vale la pena di visitare la scogliera intorno, poiché esplorare il relitto dura 15 - 20 minuti. Ci sono diversi punti per entrare ma dentro non c’è nulla di particolarmente interessante. Il numero di buchi di pallottole e di colpi di cannone dimostra la solida struttura dell’apparecchio. Questo aereo da quattro motori era grande quanto l’American Superfortress ed era equipaggiato in modo simile.

 

L’AIKOKU MARU

 

Giace a 65 - 75 metri, una delle immersioni più profonde di Truk. Il ponte di comando si trova a 40 metri, il ponte a 50 metri e le stive raggiungono i 60 metri. Questa nave fu bombardata da un Avenger pilotato da un certo Luogotenente Briggs con 2 membri dell’equipaggio. Le cariche esplosive nelle stive esplosero e l’intera parte davanti andò distrutta in una gigantesca esplosione, trascinando il caccia con sè.

Questa è stata un’immersione magnifica – guardando oltre la parte frontale della sovrastruttura rimasta, non c’era traccia della prua della nave. I mitra antiaereo sono bloccati con una canna fuori ed una dentro, a causa del peso del contraccolpo durante il fuoco agli apparecchi che attaccavano. La sovrastruttura era bassa ma spaziosa con cavi elettrici che pendevano formando una trappola per gli incauti. Era un’area che faceva accapponare la pelle, illuminata da una debole luce blu. Doone, naturalmente, teneva un teschio a portata di mano per terrorizzare i visitatori.

Proseguendo per la sovrastruttura a poppa, la melma si smosse e la visibilità diventò vicina allo zero, ma l’acqua si rischiarava entrando in una stanza ben illuminata che portava sul ponte, dove un solitario lavandino troneggiava sul suo tubo. Passando sotto il ponte, tornammo sui nostri passi nella cambusa, ampia, intatta e piena di utensili da cucina.

Nella stiva a poppa, c’era l’accesso all’alloggio tra i ponti, ora la tomba di centinaia di truppe che dormivano nelle file di cuccette. Avendo esaurito il tempo a disposizione, dovemmo lasciare questa silenziosa tomba di guerra per una lunga pausa di decompressione, la sanzione per aver tentato di vedere l’intera nave in un’immersione sola.

 

LA NAVE ANTISOMMERGIBILE (EX CACCIATORPEDINIERE SUZUKI CLASS)

 

Questa nave ha una storia interessante – come cacciatorpediniere, fu accidentalmente speronata dalla TACHIKAZE e perse l’intera parte anteriore dello scafo. Possiede una prua grossolana, a forma di cuneo formata da due lamiere piatte saldate. Un ponte di comando improvvisato fu costruito e la parte a poppa fu rimossa per formare un ponte artificiale che permetteva l’atterraggio degli aerei per brevi soste a bordo, prima di arrivare a destinazione.

A 3 metri dal ponte, questo relitto viene normalmente utilizzato per un’immersione superficiale all’ora di pranzo, ma vale la pena di immergersi col respiratore per visitare l’interno. La sala macchine è molto stretta, con passaggi angusti per attraversare il compartimento, ma è un mucchio di tubi, indicatori marchingegnio elettrici. Le lampadine sono ancora intatte ed il telegrafo ancora leggibile. Altre aree contengono maschere antigas, batterie ecc e meritano di essere esplorate. Essendo vicino alla superficie significa che è possibile passare un’ora esplorando il relitto ad temperatura da vasca da bagno!

 

LA SANKISAN MARU

 

Relativamente vicino alla superficie a 15 metri di profondità misurati sul ponte, la Sankisan è adagiata in posizione eretta su una pendenza, 24 metri alla prua e 46 metri alla stiva sotto la poppa. Ci sono i resti di almeno 5 camion su questo relitto, la maggior parte corrosi, con le ruote e le marce ancora attaccate…

La prima stiva era piena di pallottole, riserve di munizioni e detonatori, questo diede a Doone l’opportunità per alcuni "da da da" e "tak tak tak" con un’imitazione di Rambo. La stiva 2 conteneva macchine radio per gli apparecchi e cinghie di gomma fluttuanti con altri resti di camion. In questa stiva si trovavano fusoliere di alcuni deltaplani fatti di tela su una struttura di legno. Erano incredibilmente ben conservati.

Dalla sovrastruttura a poppa, la nave aveva subito massicci danni poiché trasportava munizioni che esplosero quando la nave fu colpita. La stiva a poppa era completamente distrutta e ne rimaneva una massa informe di acciaio contorto sul fondo. Il corallo aveva mitigato la vista dei resti distrutti ed ha reso questo relitto tra i più pittoreschi e godibili, ottima meta per una seconda immersione, poiché la sezione a poppa somiglia ad una barriera corallina piuttosto che ad un relitto.

Truk lagoon è certamente una meta insostituibile per un’immersione, Scapa Flow con il sole. Le acque sono calde, limpide e blu, le guide per l’immersione sono esperte a mollare l’ancora sul ponte di un relitto a 40 metri di profondità senza l’aiuto di GPS o sonar, affidandosi a punti di riferimento appena visibili all’orizzonte. Nonostante i relitti siano protetti per legge e rimuovere resti sia strettamente proibito, la campana della San Francisco Maru è esposta nella casa alle Hawaii di un poliziotto in pensione ed altri oggetti descritti da Klauss Lindemann non sono più sui relitti. I sub che esplorano, rimuovono bottiglie e pallottole qua e là e l’effetto finale è che mucchi di calamai o di scodelle vengono sparpagliati. L’uso di ancore piuttosto che di boe permanenti (per scoraggiare il saccheggio di esplosivi da parte di pescatori locali) ha causato il crollo di ponti arrugginiti e ciminiere. La crescita del corallo continuerà ed i relitti saranno completamente coperti di coralli e col tempo crolleranno. Non dimenticherò le immersioni a Truk e spero che questo articolo incoraggi altri a visitarla e sarò felice di dare consigli sui relitti da esplorare una volta arrivati a destinazione.

 

Galleria Fotografica - cliccate sulle foto per ingrandire

Sala macchine dell’Antisommergibile

Lorrie nel Bombardiere "Betty"

C’è vasellame in ogni stiva

Le barche di Blue Lagoon


Bottiglie alla luce naturale a 70 metri!

Il Corallo ha invaso tutti i relitti

Granate pronte per l’uso a Fujikawa

Pesci pagliaccio che dormono, immersione notturna sulla Shinkoku Maru

Gente della zona durante la pausa pranzo

  

Una scoperta poco piacevole sulla San Francisco

Attrezzature mediche nella baia

Io in un caccia Zero nella stiva della Fujikawa Maru

TOP